Paese dal caratteristico aspetto di borgo medioevale,
Tuoro sul Trasimeno venne fondato su di un colle intorno al XIV secolo.
Le sue origini sono però molto più antiche: i reperti archeologici ritrovati nella zona hanno confermato che nei pressi dell’odierno centro abitato esisteva un agglomerato urbano già in epoca etrusca, e poi romana.
Tra i numerosi ritrovamenti, di particolare rilievo sono la statua dell’Arrigatore del Trasimeno e la statuetta in bronzo denominata “Putto Graziani”, oltre a resti di armi, finimenti per cavalli, fibule e monete.
Il nome del paese sembra derivare da un particolare tipo di pesca praticata un tempo sul Trasimeno: la pesca dei tuori, appunto. Mucchi enormi di fascine di quercia erano sommerse nel lago per attirare i pesci nei mesi invernali.
Tuoro sul Trasimeno è passato alla storia poiché, nell’anfiteatro naturale che si estende tra monte Gualandro e Montigeto, il 24 giugno del 217 a.C. si consumò quella che è ricordata come una delle più sanguinose battaglie dell’antichità: la battaglia del Trasimeno, che vide la sconfitta dell’esercito romano del console Caio Flaminio a opera dei Cartaginesi di Annibale.
In quella lontana alba d’estate, sotto una fitta coltre di nebbia, nei pressi di Tuoro, la maggior parte dell’esercito romano era dispiegata nella pianura.
Annibale aveva posto la cavalleria leggera e i Celti all’ingresso della valle, a bloccare l’eventuale ritirata, i Libici e gli Iberici attorno al suo accampamento, i Baleari e gli Astati a chiudere il passo verso la collina di Montigeto.
I suoi uomini attaccarono in massa da ogni direzione le truppe romane che, prese alla sprovvista, furono costrette a indietreggiare per trovare scampo verso il lago. Si trattò di un vero e proprio massacro: in meno di tre ore furono uccisi 15.000 soldati romani e anche il console Caio Flaminio perse la vita dopo una strenua resistenza. Fu una delle peggiori sconfitte dell’esercito romano.
La leggenda narra che il torrente che bagnava la zona sia stato per tre giorni rosso di sangue, meritando così il nome di Sanguineto.
Le guerre contro Annibale continuarono poi per altri quindici anni, finché Roma giunse alla vittoria che pagò a caro prezzo.
Nel medioevo, Tuoro seguì le sorti degli altri centri umbri di confine, subendo razzie e invasioni barbariche e trovandosi spesso immischiato nelle lotte tra i potenti Comuni circostanti.
In seguito fu annesso allo Stato Pontificio, che vi istituì un posto di dogana in una località ai confini con la Toscana lungo la strada che congiunge Perugia a Cortona.
Non bisogna dimenticare inoltre che a Tuoro nacque nel 1718 il pittore Anton Maria Garbi, del quale è possibile ammirare il “S. Michele Arcangelo e S. Lucia” nella chiesa di S. Lucia a Vernazzano Alto.